Il Segreto Del Faro

scritto da Taby-Saby
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Testo: Il Segreto Del Faro
di Taby-Saby

Il Faro di Punta Nera non era solo una struttura; era un dito di pietra puntato contro la furia dell'Atlantico. La sua luce, potente e metodica, tagliava l'oscurità con una regolarità quasi ossessiva, un battito cardiaco meccanico per i marinai dispersi nella tempesta. Per trent'anni, Elia era stato l'unico custode, l'ultimo baluardo tra la costa frastagliata e l'abisso marino. Il "segreto" del faro non risiedeva negli schemi di lampeggio — quelli erano noti a tutte le mappe nautiche — ma nel silenzio che circondava la sua cima. La gente del villaggio sottostante, a chilometri di distanza, mormorava che il faro non guidasse solo le navi, ma trattenesse qualcosa. Qualcosa che il mare cercava di reclamare. Elia non parlava mai di ciò che vedeva quando la luce ruotava. Vedeva le navi, certo, ma vedeva anche le forme che si muovevano sotto la superficie nelle notti senza luna, sagome troppo grandi e troppo lente per essere pesci. E vedeva, a volte, riflessa nella lente di Fresnel, una figura che non era la sua, che si materializzava per un istante dietro di lui, un'ombra che sembrava aspettare che la lampada si spegnesse. Il vero segreto era la manutenzione della luce stessa. Non era alimentata da olio o elettricità, ma da una sorta di energia immagazzinata, un nucleo che Elia doveva "nutrire" con la sua attenzione ininterrotta. Se avesse dormito troppo a lungo, o se la sua concentrazione fosse venuta meno, la luce si sarebbe affievolita, e ciò che era trattenuto dal mare sarebbe emerso. Il faro era una prigione, e lui era il carceriere volontario. Una notte, durante un uragano che faceva tremare la torre fino alle fondamenta, Elia vide la forma più grande che avesse mai percepito. Era sotto la superficie, massiccia, e stava spingendo contro la base della roccia. La luce vacillò. Elia si aggrappò alla balaustra, forzando la sua volontà contro la stanchezza, ricordando il giuramento silenzioso fatto al vecchio guardiano prima di lui: "La luce non deve mai morire, o ciò che è stato sigillato tornerà a reclamare la riva." Il segreto era questo: il faro non era lì per salvare i marinai, ma per tenere il mare in catene.

Il Segreto Del Faro testo di Taby-Saby
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